Che fine fanno gli storici Carnevale d’Italia nel 2021?

Avreste mai immaginato, travestendoci da piccoli dai nostri personaggi preferiti e andando in giro a far la guerra di coriandoli e stelle filanti, che un giorno il Carnevale si sarebbe trasferito sull’Internet? Niente carri, niente feste, niente corsi mascherati per strada. Ma all’allegria del Carnevale non ci si può rinunciare. E allora la maggior parte delle città d’Italia hanno deciso di trasferirsi sui Social.

Origine del Carnevale

Per comprendere l’allegria del Carnevale, bisogna partire dall’etimologia del termine: dal latino ‘carnem’ ‘levare’ ovvero ‘eliminare la carne’, il Carnevale si inserisce nel culto religioso Cattolico come momento di festa che precede la Quaresima, periodo dedicato al digiuno e all’astinenza in attesa della Pasqua. Le sue origini sarebbero molto più antiche: deriva, infatti, dai saturnali romani o dalle dionisiache greche. Il significato vero del Carnevale richiama il ‘mondo alla rovescia’: durante le settimane dedicate al Carnevale, il mondo si capovolgeva trascinando con sé le rigide gerarchie sociali; ci si abbandonava allo scherzo (a Carnevale ogni scherzo vale).

I più famosi d’Italia

Carnevale di Venezia

Il Carnevale d’Italia che, più di tutti, richiama persone da ogni parte del Mondo. Il Carnevale di Venezia compare per la prima volta in un documento del Doge Vitale Falier nel 1094 ma è solo nel 1269 che diventa festa pubblica ufficiale grazie ad un editto del Senato della Repubblica. Editto cone cui il Martedì Grasso diventava giorno festivo. Nel Settecento il Carnevale di Venezia raggiunge il suo massimo splendore, arrivando a durare ben sei settimane: dal 26 Dicembre fino al Martedì Grasso. Durante il Carnevale gli affari dei veneziani passavano in secondo piano rispetto alle feste, al divertimento, agli spettacoli e ai festeggiamenti che imperversavano in tutta la città, in particolare a Piazza San Marco. È in questi anni che il Carnevale di Venezia ottiene riconoscimenti in tutta Europa, grazie alla commedia in maschera di Carlo Goldoni e ai quadri del Canaletto in cui compaiono le maschere tipiche del Carnevale veneziano. La particolarità dei costumi veneziani è di celare totalmente la persona che si nasconde sotto la maschera, rendendo possibile quel ribaltamento delle regole sociali attraverso lo scherzo. In questo modo la Plebe si faceva beffe dell’Aristocrazia, del Doge, della Repubblica. Così è, ad esempio, per il servo Arlecchino (maschera bergamasca) che si fa gioco del Padrone Pantalone, o della cameriera Colombina che pare tanto furba ma poi finisce sempre per subire quella furbata da lei escogitata.
Sebbene oggi non sia più così, ognuno aspira a partecipare, almeno una volta nella vita, al raffinato Carnevale di Venezia. Per fotografi e videomakers è un appuntamento imperdibile. Appuntamento che quest’anno salterà per cause di forza maggiore, spostandosi sul web.
È possibile seguire gli eventi online qui: https://www.carnevale.venezia.it/

Foto: nouveaumonde34 su Pixabay

Carnevale di Viareggio

Arrivare a Viareggio nei giorni del Carnevale significa smettere i panni della propria persona; lasciarsi conquistare dall’allegria, dal divertimento, dalla festa. Tutta la città partecipa al Carnevale, non solo attraverso le maschere e le coreografie, anche esponendo dai balconi delle proprie case l’immagine di Burlamacco, la maschera della città. La prima sfilata di carrozze addobbate a festa avviene nel 1873 nella Via Regia del cuore della città vecchia. L’idea di organizzare il Carnevale appartiene ai giovani della Viareggio bene che si incontravano al Caffè del Casinò. Da lì in poi il Carnevale cresce esponenzialmente, allo stesso modo crescono i carri allegorici. Dal centro di città il Corso Mascherato si sposta sulla passeggiata al mare; i carri si arricchiscono del movimento meccanico e vengono fatti utilizzando la cartapesta, materiale leggero e povero utilizzato ancora oggi. Dopo un’interruzione durante la Seconda Guerra Mondiale, il Carnevale viareggino viene ripristinato nel 1946 conquistando, dal 1954, la diretta della Rai. Ogni anno, infatti, il Martedì Grasso, RaiTre trasmette in diretta con commenti e interviste, il più importante Corso Mascherato, quello che consacrerà i vincitori: i carri di Prima, Seconda è Terza categoria (tradotto: i carri che arrivano al quinto piano di un palazzo, quelli che arrivano al terzo e quelli che arrivano al primo); le singole mascherate e le mascherate di gruppo.
I carri viareggini sono allegorici per eccellenza: dalla politica italiana alla politica internazionale affrontando temi di interesse mondiale come il cambiamento climatico. Nel 2019 è il carro L’Ultima Biancaneve del Maestro Carraio Jacopo Allegrucci a vincere. Una Biancaneve/Madre Natura viene contaminata con una mela mefitica e tossica offerta dalla Strega/inquinamento. Ad accompagnare il carro una coreografia enorme: figuranti in sacchi neri della spazzatura e cappelli simili a ciminiere fumose in testa. La plastica nel mare è, invece, il tema del terzo classificato: Alta Marea del Maestro Carraio Roberto Vannucci, in collaborazione con Greenpeace. Un tema attuale di cui vi abbiamo parlato in Fake Plastic Oceans. A proposito oggi, 16 febbraio, è la Giornata Mondiale delle Balene. Lo sapevate? Sapevatelo!
Per conoscere meglio il Carnevale di Viareggio: https://viareggio.ilcarnevale.com/

Carnevale di Putignano

Il Carnevale più importante del Meridione è il Carnevale di Putigliano, risalente al 1394 quando la costa pugliese è preda delle razzie dei Saraceni. Proteggere il territorio è di vitale importanza, a partire dalle reliquie di Santo Stefano Protomartire conservate nell’abbazia di Monopoli, città più esposta alle scorrerie. Il 26 dicembre 1394 le reliquie, accompagnate da un corteo sacro, vengono traslate a Putignano nella chiesa di Santa Maria la Greca (dove ancor oggi sono custodite). I contadini di Putignano, impegnati nell’innesto delle viti, al passaggio della processione lasciano i campi per partecipare festanti al corteo, dandosi ai balli, ai canti e anche alla declamazione di versi satirici in vernacolo. Fra sacro e profano, nasce la Festa delle Propaggini che da 626 anni, ogni 26 dicembre, celebra l’inizio del Carnevale più lungo di Italia e il più antico d’Europa: il Carnevale di Putignano. Riti, tradizioni, feste e sfilate si susseguono accompagnati dai carri allegorici fatti di cartapesta. Quest’anno la seicentoventisettesima edizione del Carnevale di Putignano avverrà, la tradizione si piega alle norme anti-contagio. E noi ci auguriamo che sia la prima e unica volta che il Carnevale venga sospeso!
Per conoscere meglio il Carnevale di Putignano: https://www.carnevalediputignano.it/home/

Foto dal sito del Carnevale di Putignano

Carnevale di Castrovillari

Il più importante Carnevale calabrese. Nato nel 1635 con la rappresentazione della farsa teatrale dell’Organtino in occasione dei riti carnascialeschi. La tradizione si legano folklore è il Carnevale diventa occasione per promuovere l’incanto del Parco Nazionale del Pollino. Di tutti è l’unico a mantenere quest’anno tutte le tradizioni: l’incoronazione di Re Carnevale, le Serenate tradizionali e il falò finale. Tutto rigorosamente trasmesso sul sito: www.carnevalecastrovillari.it

Foto: dalla Pagina Facebook del Carnevale di Castrovillari (2019)

Carnevale di Ivrea

Alzi la mano chi non ha mai capito a che pro tirarsi delle arance addosso per Carnevale! Il Carnevale di Ivrea risale al Medio Evo e, come per gli altri, affonda le sue radici fra storia e leggenda. Il Carnevale d’Ivrea ha un forte valore simbolico: rappresenta il momento in cui la popolazione si affranca da una tirannide medievale. La battaglia con le arance altro non è che la rievocazione di quella sollevazione popolare contro il Marchese di Monferrato che affamava la città. Protagonista della liberazione è Violetta, figlia di un mugnaio eporediese (così si chiamano gli abitanti di Ivrea) che si ribella allo ius primae noctis imposto dal Barone, uccidendolo con la sua stessa spada. Subito dopo si scatena il moto popolare ricordato nella battaglia con le arance.
Inutile dire che anche lo storico Carnevale di Ivrea quest’anno salterà l’edizione 2021 e le arance saranno, probabilmente, spremute per assumere quanta più Vitamina C.
Qui il sito per conoscere meglio la storia di questo Carnevale: https://www.storicocarnevaleivrea.it/

Foto di Samuele Giglio su Unsplash

Quattro tradizioni Carnevalesche. Quattro storie diverse, quattro origini diverse ma accomunate da un valore simbolico fortissimo. In un mondo imprigionato da rigide divisioni in classi sociali, la tradizione del Carnevale è Rivoluzionaria. Il momento in cui il Povero riesce a farsi beffe dello status quo.
Ci fa rivalutare la festa del Carnevale e, forse, ci fa venire voglia di trasformarci in qualcunə o qualcosa di estremamente irriverente. E magari, ritrovare l’entusiasmo di quando eravamo bambinə.

In alternativa ci sono le polpette, le chiacchiere, le castagnole… per cui buon appetito e buon Martedì Grasso a tuttə!

Francesca Magurno

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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