#CINENOISERS: fra rosse e bilionari (hippy)

Quanti appassionati di film e serie tv abbiamo nella nostra Community #Noisers? Vi chiamerò #CineNoisers e questo articolo è dedicato a voi. Troverete qui consigli per gli acquisti accompagnati da una breve nonché umilissima, recensione. Pronti?

Steve Jobs – Billion Dollar Hippy

Prima che esistessero gli I(smart)phone. Prima che gli sviluppatori progettassero software. Prima dell’apparizione di un pc per famiglia. Prima di avere la musica a portata di airpods. Prima di tutto questo, c’era una volta un visionario hippy che ascoltava Bob Dylan e che sognava di cambiare il mondo. E il mondo, finì per cambiarlo davvero. Avrete già capito che sto parlando di Steve Jobs. Ebbene sì cari #CineNoisers, se andate ad esplorare quella landa oscura frequentata da quasi nessuno, denominata Documentari su Netflix, troviamo l’interessante docufilm Steve Jobs – Il miliardario hippy. Realizzato dalla Bbc nel lontano 2011, poco tempo dopo della morte del fondatore di Apple, il film raccoglie le testimonianze dirette di chi ha lavorato con Jobs (come l’altro Steve, Wozniak). Cos’ha di diverso da tutti gli altri documentari e dai film (ben due) usciti negli scorsi anni è presto detto: l’attenzione che pone su come Jobs si sia inserito con le sue idee all’interno di un clima tecnologico in continua evoluzione. Partiamo dal presente: cosa facciamo se ci serve un computer? Ci rechiamo al primo store e ne compriamo uno secondo le nostre esigenze lavorative e la nostra disponibilità economica, finendo per dare scontato quello strumento necessario per vivere, studiare, lavorare. Facendo un salto nel passato, ci si rende conto di quanto le cose siano cambiate dalla nascita dei primi computer. Jobs ha creato un’azienda non con l’obiettivo di creare un’azienda ma con l’esigenza di avere un computer. E per avere un computer, il modo migliore e più economico era costruirselo! Grazie alla sua visione del mondo; all’ambiente della Silicon Valley fervido di nuove idee; alla predisposizione a condividere e mettere insieme queste idee per creare qualcosa di geniale, abbiamo oggi dei prodotti di facilissimo utilizzo, intuitivi e che possiamo portare con noi ovunque; prodotti che hanno abbattuto i costi di produzione e sono, oggi, alla portata di tutti.
Come dice Stewart Brand, founder di Whole Earth Catalog, «il suo essere hippy l’ha reso un miliardario migliore; Steve Jobs ha sempre avuto l’ambizione di cambiare il mondo e pensava di farlo dando il potere a tutti». È davvero così. Oggi in quella parte di mondo che non ha uno store in cui recarsi per comprare uno smartphone, giovani smanettoni riadattano i nostri “scarti”, una cosa non molto diversa da quella che facevano Steve & Steve negli anni ’70. Immaginate aree del mondo in perenne conflitto in cui un leader illuminato riesca a diffondere le proprie idee grazie agli smartphone. Impensabile vero? Beh, forse il segreto è tutto nel motto Apple: Think different. Pensare fuori dalla massa è stato il segreto del successo di Jobs e potrebbe essere il fondamento del successo di tutti coloro che non si accontentano della realtà ma sono capaci di inventarsene sempre una migliore.

Carmen Sandiego

Passiamo al momento nostalgia. Chi di voi è mio coetaneo (ed essendo donna non rivelerò la mia età!), ricorderà un cartone animato che andava in onda la domenica mattina su Raidue: Dov’è finita Carmen Sandiego? Basato sull’omonimo videogioco, mischiava spy storycrime fictioneducational cartoon (l’inglese fa figo!). Carmen gira per il mondo rubando opere d’arte con la sua organizzazione, la V.I.L.E. ma ha un passato da investigatrice per l’agenzia ACME. Segni particolari: l’outfit; trench e borsalino rossi, tacchi a spillo, guanti neri e capelli corvini al vento. Sulle sue tracce, due giovani investigatori Zack e Ivy coordinati dal Capo, un ologramma sul monitor di un pc. Cosa c’è di educativo in un cartone su una ladra? Gli interessantissimi riferimenti storico-geografici sui Paesi che Carmen visitava… ops, derubava. I nostalgici possono ritrovare i vecchi episodi su Youtube; mentre dal 18 gennaio, su Netflix, è partito il reboot della serie, prodotto da Houghton Mifflin Harcourt. I nuovi episodi si concentrano sul passato di Carmen e di com’è diventata una ladra di fama internazionale. Se i nostalgici non sono convinti, dovranno ricredersi: la nuova serie non scopiazza la vecchia, piuttosto si affianca. La Carmen di Netflix ha più personaggi intorno a sé, tutti con una forte caratterizzazione e personalità, cosa non scontata per un cartoon. Non solo, la nuova serie ha più crime e più intrighi, cosa che affranca la serie dalla banalizzazione in cui a volte cadono i cartoons. Ultima chicca targata Netflix: un live action con trama indipendente. Voci di corridoio dicono che ad interpretare la ladra in rosso sarà Gina Rodriguez, doppiatrice americana di Carmen nei nuovi episodi, nota al gran pubblico delle serie tv per Jane The Virgin.

Francesca Magurno

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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