Continuiamo a sperare che #andràtuttobene

Foto di Francesca Magurno

Sono passati due anni da quando abbiamo creato la sezione Andrà tutto bene sul nostro Blog. Aprendo questa sezione il nostro desiderio era quello di offrire uno spazio di incontro a distanza; dare suggerimenti nel nostro isolamento casalingo; preoccupati di quello che poteva accadere e facendo ognuno la nostra parte per far sì che lo scenario peggiore che le nostre menti impaurite potessero immaginare non si realizzasse mai. Oggi ci troviamo ad essere preoccupati per un nuovo pericolo, lontano ma non troppo e ben peggiore di quello che abbiamo vissuto nei due anni di pandemia. Più di noi la stanno vivendo migliaia di persone in fuga da una guerra tra popoli fratelli; una guerra che nessun popolo vuole ma in cui molti popoli si trovano invischiati. Questa volta non ce la sentiamo di dire andrà tutto bene, come probabilmente stanno facendo le mamme in fuga dalle combe con i propri figli. Non sappiamo se andrà tutto bene, possiamo solo sperare che si trovi per una via diplomatica di risoluzione ma sappiamo anche che molte cose possono volgere per il meglio in base a cosa faremo noi.

Cosa fare per la popolazione ucraina?

Per prima cosa bisogna tenere conto che moltissimo è stato già fatto ad opera delle associazioni umanitarie anche di livello internazionale. Grazie al loro intervento cibo, medicinali, coperte e altri generi di prima necessità hanno raggiunto la popolazione rimasta all’interno dei confini ucraini e anche coloro che in questo momento si trovano nella condizione di profughi. Pertanto, è bene sospendere qualsiasi iniziativa privata e concentrare le forze su quelle già esistenti. A livello locale molti comuni si stanno rapportando a queste organizzazioni che sono riconosciute nelle zone di guerra e hanno maggiormente possibilità di accedere a tali zone. Così facendo si spera di evitare la dispersione degli aiuti umanitari.

Unicef, Unhcr e Croce Rossa Italiana hanno unito le forze in una campagna di raccolta fondi sostenuta anche da RAI e Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). Si può donare fino al 20 Marzo2022 mandando un SMS al numero 45525.
Anche la Caritas ha attivato una raccolta fondi per i generi di prima necessità.
Tutte le organizzazioni menzionate hanno un controllo rigido dei fondi in entrata ed uscita e si può mantenere traccia della propria donazione.

Per aiutare i più piccoli, altre organizzazioni verificate e storicizzate sono Save the Children attiva nelle aree di crisi di tutto il Mondo. Provvede ai bisogni delle bambine e dei bambini e porta avanti importanti campagne in difesa dei loro diritti fra cui l’accesso all’istruzione.
Le bambine e i bambini oncologici sono supportati da Soleterre Onlus attiva in Ucraina fin dal 2014. È riuscita a far arrivare già molti piccoli pazienti in Italia trasferendoli nei poli oncologici per le cure di cui hanno bisogno.

A favore dei profughi ucraini segnaliamo anche i progetti Refugees Welcome, una rete presente in tutta Italia; Progetto Arca che dall’inizio dell’emergenza Ucraina ha organizzato diverse spedizioni con carichi di prima necessità tra cui tende, sacchi a pelo, abiti, prodotti per l’igiene, alimenti con un pensiero alle bambine e ai bambini; e poi ovviamente c’è Emergency che fin dalla sua fondazione provvede a curare le persone non solo nelle zone di guerre ma in tutte quelle in cui c’è bisogno, come ha fatto due anni fa con la diffusione dell’epidemia da Covid-19 supportando il personale sanitario in servizio negli ospedali italiani. Anche a Codogno!

Anche i vari portali che conosciamo tutti e che consultiamo se non quotidianamente, periodicamente, si stanno mobilitando. Airbnb, piattaforma per affittare appartamenti per brevi periodi, ha lanciato un’iniziativa che mira ad accogliere 100mila rifugiati dall’Ucraina. Chiunque può partecipare donando soldi per sostenere il progetto, mettendo a disposizione un alloggio a prezzo scontato o gratuito. A questa, iniziativa partita dalla stessa piattaforma, se ne affianca un’altra nata spontaneamente grazie al passaparola sui social: prenotare stanze o appartamenti nelle diverse città ucraine come modo per far arrivare direttamente soldi ai proprietari. L’iniziativa ha avuto un successo tale da arrivare direttamente alla piattaforma Airbnb che ha deciso di non trattenere alcuna commissione sulle prenotazioni nel Paese.

In ultimo, vorrei segnalare l’importanza dell’informazione libera soprattutto nelle zone di guerra. In questo momento, le testate indipendenti russe che contrastavano, apertamente, l’azione bellica sono state censurate. Le giornaliste e i giornalisti ucraini lavorano in condizioni di massima precarietà eppure sono al fianco delle colleghe e dei colleghi delle testate internazionali per documentare quello che sta accadendo. Sulla piattaforma Gofundme si può supportare l’informazione libera con una piccola donazione.

Sono piccole azioni che nell’insieme possono fare tantissimo. E soprattutto servono a noi per augurarci che alla fine #andràtuttobene!

La guerra è un massacro fra uomini che non si conoscono a vantaggio di uomini che si conoscono ma evitano di massacrarsi reciprocamente
Paul Valery

Nella foto in evidenza: bandiera della pace che sventola dalla Gelateria Cuore Matto a Diamante. La trovate su unsplash.com by Francesca Magurno

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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