È italiana la serie più vista di Netflix. Parla di INCLUSIONE, SUPEREROI E AMICIZIA: ZERO

Poster ufficiale della serie ZERO

ZERO è la nuova serie Netflix tutta italiana. Balzata ai primi posti delle classifiche parla di inclusione, gentrification e superpoteri.

Zero è la nuova serie Netflix balzata al primo posto dei più visti in Italia e nella Top Ten di Francia, Spagna e Turchia, in pochi giorni dalla sua uscita sulla piattaforma. È giovane, fresca, di tendenza. Ha il giusto mix fra surreale e realtà graffiante, profonda, a tratti becera. Otto episodi, una ventina di minuti ciascuno. Risultato: si divora in una serata!

Protagonista è Omar, ragazzo nero nato e cresciuto in Italia, a Milano. Fumettista e rider. È lui, Zero. Zero perché è così che si sente la maggior parte del tempo: scambiato per quello che non è, oppure semplicemente non visto, praticamente invisibile. Ma Omar, invisibile lo è per davvero. Anzi lo può diventare. Esattamente come il supereroe protagonista del fumetto di sua creazione. Attorno a lui la realtà del barrio, inizialmente considerato il quartiere in cui abita per diventare, poi, sempre più il suo quartiere. La sua casa. E lo diventa grazie ad un gruppo di ragazze e ragazzi di seconda generazione come Omar che diventano amici, complici, famiglia. Una famiglia, una casa, un quartiere che devono essere salvati.

Salvati dalla gentrificazione e dalla speculazione edilizia. Questa la becera realtà di cui potremmo leggere (e purtroppo leggiamo) sui quotidiani. Quella fame di cemento, ricchezza e potere smossa, spesso e volentieri, da interessi illegali. Sarebbe bello poterla contrastare con un potere, un superpotere. Con un supereore. Anche se alla fine quel superpotere dovesse rivelarsi semplicemente il potere dell’amicizia, il potere più forte di tutti.

Se vi state chiedendo cosa c'entrino i manga con un ragazzo nero nato a Milano, la risposta è: niente. Io non c'entro mai niente con niente.
Giuseppe Dave Seke
Zero
frase tratta dalla serie

Ragazze e ragazzi di seconda generazione. Eccoli i protagonisti della serie. Italiane e italiani, natə e cresciutə in Italia ma impossibilitatə  ad essere pienamente italianə.
Zero in questo è una serie rivoluzionaria: racconta l’Italia che sarà, anzi che già è senza stereotiparne i ruoli. Più che parlare di inclusione, la serie fa inclusione.
Fra le raccomandazioni per creare una società più inclusiva, Associazione Carta di Roma inserisce la narrazione televisiva. Il cinema e la tv hanno il potere di cambiare davvero la società semplicemente mostrando l’Italia com’è, non come pensiamo che sia.

Questa rivoluzione è merito della scrittura. Zero è tratta dal libro Non ho mai avuto la mia età di Antonio Dikele Distefano, italiano con genitori angolani. Autore egli stesso della serie Netflix insieme a Stefano Voltaggio, Massimo Vavassori, Carolina Cavalli e Lisandro Monaco. Anche la soundtrack si muove sulla stessa scia. Fra rap e R&B passando per la trap, la colonna sonora è firmata da Mahmood con il brano portante, Zero e altre canzoni di successo come Barrio. All’interno anche Marracash con Elisa; Mara Sattei e Coez, Madame, Dardust.

E poi c’è Milano. Milàn l’è un Gran Milàn. Grande e non solo fisicamente. Milano è una metropoli, sì. Una metropoli multietnica; desiderata, invidiata, ammirata. Attraversata di notte e di giorno in bicicletta, la “Batmobile” di Zero. Milano che di là del Duomo, di là dei navigli, c’è il barrio. Intriso di urban culture, hip-hop culture, graffitismo.

Insomma perché vedere Zero? Perché è un prodotto italiano diverso da ogni prodotto italiano in circolazione al momento, tanto in tv quanto sulle piattaforme
E poi perché ci mostra quello che potremmo fare se avessi il potere dell’invisibilità.
E se voi aveste un superpotere, quale sarebbe?

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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