Fake Plastic Oceans…

Immaginate di nuotare nell’azzurro mare italico e di ritrovarvi a scansare, fra una bracciata e l’altra, una busta di plastica a destra, una bottiglietta d’acqua a sinistra… perfino un flacone di detersivi.
Non è invitante vero? Per niente!

Fake Plastic Trees cantavano i Radiohead. Oggi canterebbero Fake Plastic Oceans! I rifiuti di plastica in mare ammontano, infatti, a 150 milioni di tonnellate; secondo le stime la quantità di plastica negli oceani supererà entro il 2050 la quantità in peso dei pesci che vi nuotano, incidendo sull’intero ecosistema marino. Non solo, il 99% delle microplastiche (la scomposizione delle plastiche in pezzi sempre più piccoli) finisce direttamente nei nostri stomaci quando mangiamo pesce. In un ristorante. Magari sul mare. Un’immagine che perde di romanticismo se si pensa all’isola di rifiuti che galleggia su quello stesso mare.

Fortunatamente le tecnologie vengono in nostro soccorso. Una in particolare, ideata nel 2013 da un ragazzo di appena 18 anni, Boyan Slat. The Ocean Cleanup è in grado di ingurgitare la plastica che incontra sul suo cammino senza tralasciare gli oggetti più piccoli (grandi un millimetro ad es.) e senza consumare energia dato che per muoversi sfrutta le correnti marine e quindi le onde. Una volta raccolta la plastica, l’obiettivo è riciclare per dare vita a nuovi oggetti senza sprecare altro materiale. Il nostro noiser, Nino, sta raccogliendo fondi per The Ocean Cleanup in occasione del suo compleanno. 

Dalle start-up passiamo alle app: Clean Swellscaricabile da Play Store e App Store, fa capo all’associazione Ocean Conservancy. Come funziona? Basta iscriversi, segnalare che tipo di rifiuto si è raccolto (mozziconi di sigaretta, palloncini, buste di plastica ecc.) e collezionare punti per ogni rifiuto raccolto. Funziona allo stesso modo 4Ocean, associazione composta da volontari e dipendenti che ripuliscono spiagge e mare armati di retini, camion e barche. In meno di un anno hanno raccolto circa 40 mila chili di immondizia fra USA, Caraibi e Canada. Si può sostenere 4Ocean comprando un braccialetto da 20$ creato esclusivamente con materiale riciclato.

Se siete Instagramers incalliti, l’account che fa per voi è quello di Alex Bellini e della sua iniziativa 10 Rivers 1 Ocean. Avventura che prende spunto dal fatto che il 90% della plastica che finisce nei mari viene da 10 fiumi. L’obiettivo è di percorrere questi dieci fiumi a bordo di imbarcazioni costruite con plastica trovata lungo il cammino. Durante i suoi viaggi Alex parlerà con gli abitanti e farà attività di comunicazione e sensibilizzazione. Si prospetta un 2019 interessante. Vero?  😉 

 

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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