Il MESTIERE del Giornalista, questo sconosciuto

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Approfitto di questa domenica, 24 gennaio, ovvero il giorno dedicato a San Francesco di Sales, Santo Patrono dei Giornalisti. Non per fare un articolo a sfondo religioso, io stessa non sono particolarmente legata a queste occorrenze. A proposito, sapete che anche il mio onomastico, uno dei tanti in effetti, festeggio il mio primo nome ben quattro volte l’anno. E non vi ho neanche elencato i secondi nomi… ma ricomponiamo le fila.

San Francesco di Sales, Protettore dei Giornalisti. Scelto perché i suoi fogli di agile lettura hanno avuto un ruolo cruciale per la comunicazione anti Controriforma calvinista. Ovviamente il giornalismo contemporaneo è ben altra cosa. Il giornalismo è comunicazione, certo ma non esaurisce il suo essere nella comunicazione. Si può comunicare in mille modi: c’è la comunicazione di marketing, la comunicazione social, la comunicazione persuasiva (la propaganda elettorale o pubblicitaria). Si può comunicare la storia, la cultura, il folklore. Ma la comunicazione non è strettamente giornalismo e il giornalista non necessariamente sa utilizzare altri registri comunicativi.

“Il giornalismo dice cose che qualcuno non vuole che tu dica: tutto il resto sono pubbliche relazioni” – George Orwell

I giornalisti (italiani e non solo) operano all’intero di un Ordine professionale. Molt* diranno “la kasta”, dal rosso del mio conto in banca rispondo: #mammmagari. Essere ammessi fra le fila dell’Ordine significa essere riconosciut* come categoria professionale ma soprattutto significa operare, lavorare secondo gli obblighi deontologici inderogabili quali “la verità sostanziale dei fatti”, il rispetto “del segreto professionale sulle fonti quando ciò sia richiesto  dal carattere fiduciario di esse”.
“È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservazione delle norme di legge a tutela della personalità altrui”. Per riassumere i principi base del Testo Unico dei doveri del giornalisti, legge n.69 del 3 febbraio 1963, il giornalista è tenuto ad informare e non deve essere limitato nel suo compito di informare. Unico limite è quello imposto da altre leggi, a tutela della persona ad es. la legge sulla privacy, soprattutto in tema di salute. Il giornalismo non è pettegolezzo. Ricordate i Panama Papers? Quel 5 aprile 2016 sono stati rivelati dei nomi ovvero i soli verificati grazie a più di un anno di indagini, inchieste, controlli e verifiche. L’inchiesta sui Panama Papers (11,5 milioni di documenti sui detentori di fondi nei c.d. paradisi fiscali) è stata svolta a livello internazionale da 378 giornalisti appartenenti a testate di diversi Paesi, associate nell’ICIJ (International Consortium of Investigative Journalism) che hanno deciso di sganciare la bomba, dopo un anno di lavoro accurato e dettagliato,  nello stesso giorno e alla stessa ora, in ognuno dei Paesi interessati dell’inchiesta. Immaginate cosa sarebbe successo a dir falsità su uno di quei nomi!

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Questo è giornalismo. Informare su fatti che non si conoscono, o peggio, fatti che qualcuno non vuole farvi conoscere. Presentare i fatti quanto più scevri da interferenze personali, scevri da stereotipi di genere, di appartenenza sociale o religiosa, orientamento sessuale. Essere giornalisti significa creare un testo dal nulla, sì, ma dietro quel testo c’è ricerca, indagine: c’è la verifica sostanziale dei fatti e delle fonti. È obbligo del giornalista verificare le notizie prima di darle ed è obbligo del giornalista smentire una notizia quando essa non sia stata verificata a sufficienza e scusarsi con l’utenza per aver dato una notizia errata.

“Considero il giornale un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata” – Enzo Biagi

Lasciatemi fare una menzione speciale per questo blog e i miei colleghi Noisers. Non siamo una testata giornalistica per cui non siamo tenuti agli obblighi suddetti. Ma questo Blog si impegna in ogni articolo a dare una corretta comunicazione e a non diffondere acclarate falsità. E posso dire con coscienza, che sono molto più “Collegh*” i miei Noisers che tanta altra gentaglia poco professionale.

Altri approfondimenti: Col MOBILE JOURNALISM i giornalisti diventano super

Francesca Magurno

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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