La fame nel mondo si può sconfiggere con un’app

Dare il proprio contributo a sostegno di una causa oppure per accedere ad un servizio oppure fare la propria parte per aiutare chi è meno fortunato. A chi non piacerebbe? Probabilmente solo ai super villains di certi fumetti. È vero però, che non sempre ci troviamo nella possibilità o nella disponibilità di donare quanto e come vorremmo. Ed evidentemente questa cosa deve essere balzata all’occhio di chi riceve tali donazioni perciò sempre più Organizzazioni No Profit si stanno attrezzando, sul proprio sito Internet o sulla propria pagina Facebook o addirittura tramite app, per ricevere donazioni che potremmo definire una tantum.

L’app per condividere il cibo ????

Qualcuno ha mai sentito parlare di Share The Meal? È un’app disponibile su Google Play e App Store che si pone un obiettivo importante: sconfiggere la fame nel mondo. “Utopia” direte e invece bastano solo 40 centesimi per regalare un pasto a chi non ne ha. L’applicazione è stata sviluppata in collaborazione con il World Food Programme delle Nazioni Unite e, durante il periodo di prova (ben 5 anni or sono), ha visto 120mila utenti fornire 1,7 milioni di pasti a scuola per i bambini del Lesotho. Facendo due conti, se tutti o la maggior parte dei possessori di smartphone donassero un pasto, i bambini che soffrono la fame (circa 100 milioni) mangerebbero per 20 giorni.
Il funzionamento è semplice: una volta scaricata, l’app chiede di registrare il proprio profilo (si può usare anche Facebook) con un account Pay Pal o inserendo le coordinate di una carta di credito (anche Postepay). Le donazioni vanno da un minimo di 40 centesimi per un giorno a 2,80€ per una settimana oppure 146€ per un intero anno. Si può anche scegliere di donare ogni mese. Ad oggi sono 53.551.358 i pasti condivisi.

Questa strada è stata percorsa anche dalle maggiori Organizzazioni No Profit. Restando nell’ambito delle Nazioni Unite anche per UNICEF si può scegliere fra la singola donazione o la donazione mensile sia per l’intera organizzazione sia per singole cause (ad esempio adesso si può donare per affrontare l’emergenza Coronavirus) oppure si può adottare una Pigotta (la tipica bambola di pezza dal costo di 20€).
Anche per le Onlus che si occupano di ricerca contro le malattie vale la stessa cosa. Ad esempio l’AIRC l’associazione che fa ricerca contro il cancro e Telethon, la Fondazione che fa ricerca contro le malattie genetiche rare. Entrambe offrono la scelta fra la donazione singola o mensile.

È quasi ora di cena. Magari poggiando lo smartphone accanto al piatto ci ricorderemo che esiste un’app che ci permette di offrire una cena anche a chi non ce l’ha.

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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