Lucca Comics&Games: LA MAGIA DELLA MERAVIGLIA

Pare si possa chiamare l’edizione dei Record, quella del Lucca Comics & Games 2019 “Becoming Human”. Il conteggio finale dei biglietti venduti sale a quota 270mila, a cui si deve aggiungere la massa di persone che hanno raggiunto la città toscana anche solo per una passeggiata sulle mura, alla scoperta dei cosplayer più originali. Una fiumana che non si è arrestata neanche di fronte (o per meglio dire sotto) la pioggia battente. Tutto pur di essere presente, per il proprio autore preferito, per un autografo, una foto o un disegno personalizzato. Li chiamerete pazzi, noi pensiamo siano l’espressione di una umanità che riesce a non prendersi troppo sul serio e a conservare, in un mondo che spesso dimentica di essere stato bambino, l’immaginazione, la passione, la capacità di sorprendersi e divertirsi in modo semplice, tipica dei mini-noi. C’è un’inspiegabile soddisfazione nel mascherarsi: alzi la mano chi aspettava Carnevale con trepidazione per diventare il proprio personaggio preferito! Da Robin Hood a Batman, da Licia a Sailor Moon ma anche donne e uomini reali, per cui si prova un’ammirazione tale da voler essere come loro. Il Lucca C&G ci riporta a quell’aura di magia di cui riuscivamo a godere da piccoli.

Non solo cosplaying, il Comics è soprattutto incontri, presentazioni, dibattiti, concerti, sessioni di autografi e, ovviamente, ospiti italiani e internazionali. La 53esima edizione ha portato a Lucca autori del calibro di Hirohiko Araki che ha raccontato la genesi della sua opera più famosa, Le bizzarre avventure di JoJo; Don Rosa famoso nel mondo intero per le sue “avventure papere”, le storie su Paperon De’ Paperoni e che ha firmato il calendario 2020; e, ovviamente, Chris Claremont, che, a Lucca, ha ricevuto il prestigioso premio alla carriera Yellow Kid. Presenti anche tanti italiani: Sara Pichelli, Zero Calcare, Leo Ortolani, Giorgia Marras, Gipi, Roberto Recchioni, Gigi Cavenago.

Presenti anche le piattaforme di streaming online Netflix e Amazon Prime Video. Netflix ha presentato in anteprima mondiale la sua nuova serie fantasy The Witcher tratta dai romanzi di Andrzej Sapkowski. Il pubblico ha potuto incontrare l’autore della saga, la showrunner della seriee le attrici protagoniste Anya Chalotra e Freya Allan. Non solo, come già l’anno scorso per Narcos, quest’anno Netflix ha proposto un gioco a tema incentrato su La Casa di Carta, amatissima serie tv della piattaforma digital, intervenuta nella produzione della terza serie e di cui si attende (disperatamente!) il seguito. Amata tanto che la fila per partecipare si dislocava per le strette strade della città (il cartello “Da qui 3 ore di fila” non era una metafora!). Il gioco consisteva in una escape room: il gruppo di giocatori era arruolato nella banda di Sergio Marquina, el Profesor, dovendo sottostare alle stesse regole snocciolate nella prima puntata (nessuna info personale, solo nomi in codice, vietate le relazioni!!!). Il gioco finiva direttamente nel caveau pieno di oro, un materasso di papel e gadgets della serie (borsa, maschera e 50 euro… ma essendo stampate con la foto del cast, abbiamo motivo di credere siano falsi!). Presente quest’anno per la prima volta Amazon Prime Video che ha esordito in grande stile con un ospite d’eccezione, Sir Patrick Stewart il quale ha annunciato il ritorno a Star Trek nella serie Amazon Original, Star Trek: Picard. E, a proposito di anteprime nazionale, la Warner Bros ha presentato il seguito di Zombieland, Zombieland: Doppio Colpo. All’interno del padiglione WB alcuni grandi classici: la giungla di Jumanji, le casate de Il Trono di Spade, una cameretta a tema supereroi, il divano del Central Perk la caffetteria dove si incontrano e si incrociano le vite di Monica, Chandler, Rachel, Ross, Phoebe e Joey in Friends. E a proposito di padiglioni, siamo stati in quello della Hasbro dove abbiamo indossato il casco di Darth Vader e il “guanto” di Iron Man, abbiamo fatto una foto con Capitan America e con uno Stormtrooper. Non volevamo uscire ma dovevamo.

Fra le mostre, quella per l’85esimo anniversario dalla prima apparizione di Paolino Paperino, cui è stato dedicato un francobollo, con tanto di annullo ufficiale, non poteva non essere vista. Dalla prima edizione, accuratamente protetta da pellicola, alle prime pagine del Papersera, alla grande arte in cui si sono intrufolati i paperi (da Klimt a Van Gogh) ai film passando, anche, per il Manuale delle Giovani Marmotte di Qui, Quo, Qua. Dal Mercato Centrale al Palazzo delle Esposizioni dove erano esposte le tavole di Marco Somà, illustratore di libri per ragazzi, per la mostra Con Passi Leggeri e le foto del Becoming Human: Be a Hero dedicata al tema della donazione degli organi e del midollo osseo, azioni con le quali tutti possiamo diventare eroi. Ma ciò che ci ha completamente rapito è la mostra che raccontava Le Origini del Manga: da Hokusai al manga moderno. Eh già, Hokusai (a proposito, ci hanno spiegato che si pronuncia ‘hoksai’). Sapevate che ha illustrato una storia dedicata a topolini animati che si comportano come persone vere? Vi sembra familiare? Protetta in una teca di vetro e accuratamente incorniciata, anche la tavola originale de La Grande Onda, una grande emozione poterla vedere dal vivo. Un’onda che non è un semplice ‘disegno’ bensì un fumetto, da leggere rigorosamente da destra verso sinistra, e in cui vediamo dei pescatori chini, presumibilmente in preghiera perché una grande onda, dalle forme di un drago (le creature che dominano la natura quindi anche il mare) mette in pericolo la loro vita. I manga raccontano tutta la storia del Giappone, dai samurai alle geishe, la storia di un samurai di nome Gemon ci sembra familiare e quella del poliziotto Zenigada che soffre per la mancanza della katana poiché lui, a differenza di Gemon, non è ordinato samurai e quelli delle principesse guerriere (Mulan!) che per combattere si travestono da uomo (Lady Oscar!) e agitano abilmente le braccia come in una danza (Sailor Moon!). Alla mostra erano presenti anche tavole più moderne, quelle dei manga contemporanei, da Astroboy a Ken il guerriero, a Sampei, Dragon Ball, Pollon, Kiss Me Licia, Lupin, Creamy, Capitan Tsubasa (come non sapete chi è? Holiver Hutton di Holly & Benji), Spank, Capitan Harlock, Lamù, Memole, Candy Candy, Remì, L’Uomo Tigre… insomma, il Paradiso per chi è nato negli anni ’80. Oltre alle tavole di Hokusai, alla mostra abbiamo potuto ammirare vere armature dei Samurai con tanto di Katana. Non si può dire manga e non si può dire anime senza pensare a Cristina d’Avena, regina delle sigle tv, protagonista di uno show sul main stage al Baluardo San Donato dove si sono esibiti anche gli Oliver Onions e Giorgio Vanni. Una chicca se siete nati negli anni ’80 e vedevate Bim Bum Bam: Uan (e non c’è bisogno di specificarvi che è il pupazzo rosa) ha impresso le sue ‘zampe’ nella LuccaComicsWalkOfFame!

P.S. se il/la vostro/a partner vi stressa perché vuole sposarsi ma voi pensate solo ai fumetti, sappiate che il Lucca C&G è diventato quest’anno wedding destination. I fumettisti Donny Cates (Venom, Marvel) e Megan Hutchinson (Image) infatti, hanno scelto la kermesse toscana per celebrare, lo scorso 31 ottobre, il loro matrimonio. In foto gli artisti riproducono la posa del poster ufficiale del Lucca Comics & Games.

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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