Never So BRIGHT

Firenze non è mai stata così luminosa. #NeverSoBright

Bright è il Festival dedicato alle digital arts. Bright ovvero luminoso, acceso, allegro, brillante. Brillante come i laser proiettati alla Stazione Leopolda, brillante come gli artisti che si sono esibiti e brillante come gli ospiti di successo, nazionali e internazionali, che hanno condiviso con studenti del settore e semplici appassionati, la propria storia, la propria esperienza e il proprio talento. Non male per un Festival che è solo alla prima edizione e che in tre giorni, dal 21 al 23 febbraio, ha concentrato cultura e workshop, musica e intrattenimento, conferenze e spettacolo.

Big Fish, producer di Gue Pequeño ed Elisa, ha snocciolato i segreti per produrre una hit di successo parlando della sua esperienza di beatmaker prima e produttore artistico poi; la Pioneer masterclass ha regalato un’esperienza da dj con tanto di mixer e cuffione (un po’ come le mie nelle IgStories mentre scrivo questo articolo!). La musica è protagonista anche nelle notti del Festival della Stazione Leopolda dove nomi del calibro di Francesco Tristano, La Fleur, Derrick May sono saliti in consolle facendo ballare persone e i laser. Il giorno è dedicato alle conferenze, alle demo, ai workshop. La lecture del fotografo Damiano Verdiani sulle proiezioni luminose parla del foro stenopeico praticato sulla parete di una camera oscura che proietta, sulla parete opposta, l’immagine di ciò che esiste, esternamente, di fronte al foro (e di cui il nostro #noiser AB saprà dirvi più di me!); la demo tenuta da Andrea Gozzi su come il segno grafico può rappresentare il suono e come può il suono dare vita al segno sulla pagina; storie di persone normalissime che sono apparse sul maxischermo del keynote Apple come Sara Franci (se volete saperne di più #staytuned sul blog noisers.net).

Ma il Bright è anche videogaming, mapping, 3D, cinema. La New York Film Academy ha partecipato al Bright Festival con un superospite internazionale: Craig Caton-Largent. Se il suo nome non vi è nuovo l’avrete letto nei titoli di coda di ET, Ghostbusters, Batman Returns, Jurassic Park, Apollo 13, Dragon Trainer 2, Rapunzel. Come costruire un personaggio di successo in 3D (ma anche 2D)? Facile, dice Craig: basta rendere il personaggio quanto più credibile possibile. Studiare bene i movimenti per rendere quelli del personaggio più flessuosi e sinuosi: la pinna dei pesci; il volo degli uccelli; la corsa di una persona; i lunghi capelli di Raperonzolo. Se invece, il personaggio è una creatura del tutto inventata dovrebbe riflettere il luogo da cui proviene: è credibile una creatura tutta impellicciata proveniente da un torrido deserto? Probabilmente no; sarebbe più credibile se provenisse da freddi ghiacciai. Quale reazione deve provocare nel pubblico? Terrore, orrore, divertimento? Pensate a Slimer, è un fantasma, dovrebbe far paura invece è più fifone di Leone; è goloso e pasticcione… Insomma, proprio non ce la fai a volergli male! Il personaggio creato deve essere sempre riconoscibile: testa a seghetto = Bart Simpson; dito = ET; due orecchie tonde = Topolino; martello = Thor; pipa = Popeye. Il personaggio cambia nel corso del film, nulla deve essere lasciato al caso, anche la disposizione sulla scena è studiata per mandare un messaggio: in Terminator del robot cattivo si vede prima la parte umana, ingannevole, per arrivare a quella robotica in totale contrasto col robot buono di cui si intravede la parte robotica prima di quella umana.

Avevate mai fatto caso a queste cose guardando un film? Con queste mie poche e confusissime righe vi ho aperto un mondo? Forse la vostra strada porta ad Hollywood e ai visual effects. Beh, Diana Santi direttrice dei programmi internazionali della NYFA (New York Film Academy) vi esorta a seguire i vostri sogni (anche Lady Gaga vi esorta a farlo nel caso non l’abbiate ancora capito!) e seguire un corso di qualche settimana per capire se è la vostra strada; se c’è del talento sarete spediti negli USA; se avete talento, pazienza e costanza potrete finire per lavorare per Warner Bros o Universal o prendere parte a progetti per la NASA. Carpe Diem! It’s better than a Regret!

Dal Bright Festival è tutto, a voi la linea aspettando la seconda edizione!

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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