Pubblicità da censura!!

Siamo abituati ormai a essere inondati da varie pubblicità, dallo spot televisivo ai manifesti 6×3 che troviamo sull’autostrada. Molto spesso queste pubblicità rappresentano la cultura moderna di un popolo, alcune sono così ben fatte che giocano sul lato sentimentale dell’individuo (esempio la campagna di Coca Cola), altre invece puntano sulla simpatia.

Ma a volte può capitare di cadere nell’inopportuno causando lo shock generale, un esempio è la locandina di Confcommercio Lucca e Massa Carrara che lo scorso 29 Dicembre ha creato non poche polemiche per la sua ultima iniziativa, nata per promuovere il nuovo sportello ascolto per gli imprenditori del territorio.

Fonte Foto: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/12/30/news/lucca_locandina_sessista_e_la_confcommercio_fa_retromarcia_e_si_scusa-280505340/

La locandina raffigura un uomo indicato come “lavoratore” che guarda con speranza il futuro, subito dopo di lui la donna “rinchiusa” nel suo ruolo da moglie e madre e infine il figlio “suo figlio, il suo futuro”.

Come potete notare l’uomo è rappresentato come una figura di maggiore spessore in confronto alla moglie e al figlio e vengono definiti di “sua” proprietà.  Per questo la Confederazione è stata bersagliata di sessismo, nota dolente che in poco tempo ha fatto il giro dei social.

Confcommercio si è scusata pubblicamente in un ampio post sulla loro pagina Facebook e con un tempestivo cambio di locandina.

Fonte Foto: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/12/30/news/lucca_locandina_sessista_e_la_confcommercio_fa_retromarcia_e_si_scusa-280505340/

Questo era solo una “svista” della società, ma c’è stato un tempo in cui queste pubblicità non erano viste come una nota negativa, anzi erano su palazzi, e prime pagine delle più famose riviste dell’epoca.

Sto parlando di locandine e manifesti degli anni ’50-’60 che oggigiorno verrebbero giustamente sottoposti a censure, tagli e modifiche.

Parlo di pubblicità di Brand ancora oggi molto famosi che riportavano spesso immagini a scopo sessista o razzista.

In questo articolo voglio concentrarmi in particolar modo sull’immagine della donna, in cui veniva sminuita, e spesso strumentalizzata come oggetto del desiderio senza identità, con un ruolo ben definito rispetto all’uomo: in poche parole la casalinga che cresce la prole.

Ecco a voi quattro pubblicità degli anni ’50-’60, che al giorno d’oggi non sarebbero più accettate. (e menomale!)

Partiamo col botto.

In questo manifesto di Pitney Bowes, (un’azienda che si occupa di apparecchiature e servizi di spedizione) possiamo vedere una donna e un uomo durante un litigio, e fin qui la cosa potrebbe pure “passare, ma lo shock” viene nel leggere la frase slogan che l’uomo pronuncia.

Fonte Foto: https://www.huffingtonpost.it/2013/12/03/pubblicita-degli-anni-50-che-oggi-ci-farebbero-rabbrividire-foto_n_4376773.html#gallery/5cc0911ae4b0bc57b6601330/1

“È sempre illegale uccidere una donna?”


Passiamo alla locandina di Leggs un noto marchio di collant.

In questa locandina possiamo vedere la percezione dell’uomo verso la figura della donna in quegli anni, accompagnato anch’esso da uno slogan.

Fonte Foto: https://www.huffingtonpost.it/2013/12/03/pubblicita-degli-anni-50-che-oggi-ci-farebbero-rabbrividire-foto_n_4376773.html#gallery/5cc0911ae4b0bc57b6601330/1

“È bello avere una donna in casa”


In terza posizione possiamo trovare la pubblicità di Chase & Sanborn, una marca di caffè in barattolo.

Dove l’illustrazione mostra un chiaro uso di violenza da parte del “capo famiglia” verso la moglie.

Fonte Foto: https://www.huffingtonpost.it/2013/12/03/pubblicita-degli-anni-50-che-oggi-ci-farebbero-rabbrividire-foto_n_4376773.html#gallery/5cc0911ae4b0bc57b6601330/1

“Se tuo marito ti becca che non stai usando il barattolo salva freschezza per il caffè”


L’ultima locandina è quella di Drummond (Brand di calzature maschili), dove possiamo vedere chiaramente l’uomo messo al di sopra della donna, per sottolineare la sua superiorità con tanto di slogan.

Fonte Foto: https://www.huffingtonpost.it/2013/12/03/pubblicita-degli-anni-50-che-oggi-ci-farebbero-rabbrividire-foto_n_4376773.html#gallery/5cc0911ae4b0bc57b6601330/1

“Gli uomini sono meglio delle donne”


Queste sono le quattro pubblicità che ho scelto per voi. Purtroppo in quei tempi ne sono uscite tante altre, e come detto poco fa, non si fermavano solo al sessismo, ma toccavano vari punti. Da grafico, ammetto che queste pubblicità erano mostruose. Qualcosa che al giorno d’oggi non si può neanche immaginare.

La pubblicità è nata per proporre un prodotto nel miglior modo, senza offendere o urtare la sensibilità di nessuno, anzi negli ultimi anni si usa la pubblicità come mezzo per sensibilizzare verso determinati argomenti e integrare il più possibile varie culture ed etnie.

Finisco questo articolo dicendo, che col tempo, alcuni di questi Brand si sono scusati pubblicamente per questi e altri manifesti; altri, invece, non ne hanno avuto il tempo, in quanto non sono più in gioco. Vi ricordo che una buona pubblicità può portare un’azienda ad avere un incremento di vendita del proprio prodotto, qualunque esso sia. Al contrario, una pubblicità sbagliata può esserne la rovina.

Al prossimo articolo

Andrea

Fonte foto di copertina: www.huffingtonpost.it

Andrea Nervino

https://yoursocialnoise.digital

Nerd appassionato di arte e cinema horror, graphic designer di professione. Mi occupo di progettazione grafica a 360°, quindi loghi, brochure, packaging e grafiche per il web. Nel tempo libero mi diletto con la fotografia paesaggistica ,o tra le pagine di un buon libro. Tra la creazione di un logo e un mockup Sono in continua ricerca di un'ora di sonno in più la notte.

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