Scacco Matto o Matti per gli Scacchi?

THE QUEEN’S GAMBIT (L to R) ANYA TAYLOR-JOY as BETH HARMON in episode 106 of THE QUEEN’S GAMBIT Cr. PHIL BRAY/NETFLIX © 2020

Il Natale in zona rossa è stata la giusta occasione per addivanarsi, leggere le Storie di Natale su Noisers e tirare fuori i vecchi giochi: Monopoli, Risiko, gli intramontabili Scacchi. Con quel fascino di un altro tempo; quella schiera di cavalieri, armi, dame; il bianco contro il nero. E, soprattutto, le cervellotiche strategie che portano allo Scacco Matto. Esattamente quello che succede ne La Regina degli Scacchi su Netflix.

La serie che potremmo definire la risposta Netflix a La Fantastica Signora Maisel, produzione Prime Video. Entrambe sono ambientate negli USA dei meravigliosi anni ’60; entrambe hanno una protagonista femminile che eccelle in un ambiente considerato molto maschile cosa che lascerebbe sconvolti perfino ai giorni nostri (anche se fingiamo di no!), figurarsi nei meravigliosi Sixties. Lasciamo da parte la Signora Maisel per ora e concentriamoci sulla Regina.

Titolo originale della serie: The Queen’s Gambit nome proprio di una mossa d’apertura degli scacchi, il gambetto di donna. La serie inizia con la protagonista, Beth Harmon, in ritardo per una finale, con i postumi evidenti di una notte di baldoria. In quale momento della vita di Beth ci troviamo? Lo scopriamo solo andando avanti con la visione che ci catapulta nel passato, all’arrivo di Beth in orfanotrofio, dopo un incidente stradale in cui perde la vita la madre, professione: genio. E anche Beth non è da meno. A nove anni fa il suo primo incontro con gli scacchi di Mr. Shaibel, il custode che nel seminterrato studia le partite e gioca da solo. Beth impara le mosse guardando il custode e rigiocando quelle partite nella sua mente, di notte, con gli scacchi che si materializzano sul soffitto grazie all’aiuto di alcune pillole verdi, tranquillanti che spaccia lo stesso istituto e che l’amica Jolene le suggerisce di prendere prima di dormire.

Impareremo a conoscere Beth, la sua mente geniale, il suo talento. Ne scopriremo la vita, gli affetti, gli amori ma l’unica relazione che shipperemo è quella di Beth con la scacchiera. La vedremo diventare un’icona di stile ed eleganza; la seguiremo nell’abisso della dipendenza; vorremo sbatterle la testa contro il muro dell’auto-sabotaggio e risaliremo la china con lei. Seguiremo la sua carriera di scacchista donna in un mondo di uomini: le risposte di Beth alle battute di chi mette in discussione il suo ingegno solo perché donna, giovane, bella, alla moda sono da appuntare e usare, ancora oggi. Conosceremo i suoi avversari: quelli battuti in meno di 20 mosse che si alzeranno e andranno via senza neanche darle la mano e conosceremo i Russi e la loro passione per il bel gioco che si inchineranno alla Regina americana (attenzione! Siamo in piena guerra fredda, gli anni di KGB vs. CIA).

Il gioco non è lasciato al caso: la serie si è servita di due Gran Maestri di scacchi ancora in vita che hanno spiegato e dettato le mosse agli attori poco prima del ciak così da avere ben presente la scena. Ci sono poi gli sfavillanti anni ‘60 ricostruiti alla perfezione dall’abbigliamento al mobilio, alle automobili. La colonna sonora racchiude alcune perle del periodo: dagli Shocking Blue di Venus alla Peggy Lee di Fever, da (I’m Not Your) Steppin’ Stone dei The Monkees a You’re The One dei The Vogues. E poi c’è l’attrice del momento: Anya Taylor-Joy, già volto Netflix (è Gina Grey in Peaky Blinders); sarà Furiosa nel prequel spin-off di Mad Max: Fury Road; è stata Emma nel film tratto dall’omonimo romanzo di Jane Austen. Se ci fossero ancora dubbi sul suo talento sono facilmente dissipati (specialmente se amate guardare le serie in lingua originale). Il suo tocco è fondamentale per dare vita a Beth Harmon: le sue movenze con cui fa le sue mosse sono già cult una partita di scacchi si traforma in una coreografia. Ah! C’è anche il tenerissmo bimbo di Love, Actually Thomas Brodie-Sangster anche se si fa fatica a riconoscerlo e Harry Melling il Dudley Dursley di Harry Potter.

Perché vedere La Regina degli Scacchi? Perché è una mini-serie accattivante, piacevole; costruita bene, ben recitata e con una colonna sonora di livello. C’è la tematica di genere; il tema delle dipendenze; la rivalsa e il successo. Racchiude in sette episodi tutto quello che ci chiediamo su Beth. L’unico enigma che resta ve lo svelo io: non è un personaggio realmente esistito anche se vi sono state scacchiste donne purtroppo non menzionate nella serie (unica pecca!). Il personaggio è tratto dal libro omonimo di Walter Tevis del 1983. Infine, è una serie che vi farà venire l’irrefrenabile voglia di rispolverare gli scacchi.

Buona Visione!

Francesca Magurno

Francesca Magurno

Detta FraMagu, giornalista di professione, narratrice per vocazione, ideatrice di LiberEspressioniDidee e Co-Founder di Noiser.net. Dopo un proficuo stage a Controradio ha iniziato a lavorare per l’inossidabile Radio CORA dove ha affinato la sua spiccata parlantina e la sua professionalità. Disperata. Intellettuale. Ubriacona. Ininfluencer. Ama la vita, la musica, i libri, il mare e il caffè. Un giorno racconterà il mondo, girandolo con diario di bordo e vecchia macchina fotografica. Per il momento si accontenta di raccontare… (a vanvera).

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